lunedì, 15 dicembre 2008, ore 11:49


"Mi puoi aiutare a capire meglio come devo fare?"

Si. Rivolgiti innanzitutto al pensiero più alto che nutri su di te, Immagina l’Io che saresti se vivessi questo pensiero tutti i giorni. Immagina che cosa penseresti, faresti e diresti e in quale modo reagiresti a quello che gli altri fanno e dicono. Riconosci qualche differenza tra questa raffigurazione e quello che pensi, dici e fai adesso?

"Si. Ci vedo una gran differenza."

Bene. Dovresti, infatti, dal momento che sappiamo come, proprio in questo momento, tu non stia vivendo secondo la più grandiosa immagine di te stesso. Ora, avendo constatato la differenza tra dove sei e dove vorresti essere, incomincia a cambiare, a cambiare in maniera consapevole, i tuoi pensieri, le parole e le azioni per adeguarle alla tua più grandiosa immagine.
Ciò richiederà un tremendo sforzo fisico e mentale. Comporterà un controllo costante, momento per momento, di ogni tuo pensiero, parola e azione. Coinvolgerà una serie ininterrotta di scelte consapevoli. L’intero procedimento è un massiccio avanzare verso la consapevolezza. Quanto scoprirai su di te, se affronterai questa scelta, ti farà rendere conto di aver trascorso metà della tua vita in uno stato di incoscienza. Cioè nell’ignoranza, a livello conscio, di quello che stavi scegliendo quanto a pensieri, parole e azioni, fino a quando non ne avevi sperimentato i risultati.
Poi, una volta sperimentati tali risultati, eri solito ritrovarti a negare che i tuoi pensieri, le tue parole e le tue azioni avessero avuto niente a che fare con essi.
Questo è un appello a smettere di vivere in maniera tanti inconsapevole . So tratta di una sfida a quello che la tua anima ti ha chiamato a fare fin dall’inizio dei tempi.

"Un tale controllo mentale ha l’aria di dimostrarsi estenuante in maniera terribile…"

Potrebbe esserlo, finché non diventerà una seconda natura. In effetti esso è la tua seconda natura. La tua prima natura è di essere amorevole senza riserve. La tua seconda natura è quella di scegliere di esprimere la tua prima natura, la tua vera natura, in maniera consapevole.

Fenice600
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venerdì, 12 dicembre 2008, ore 00:17

Ricordo papà la seconda settimana che lo sono andato a trovare.
Ricordo il momento in cui sono entato in stanza e lui mi ha visto...
C'è una frase che papà mi diceva quando non ci sentivamo per un po di tempo, e non la avevo mai capita, quasi mi infastidiva perchè io ero li, credevo che mi potesse trovare in qualunque momento.
Eppure, quel giorno, quanto mi sono commosso a sentirla, appena entrato in stanza ha esclamato il suo : "Pippo, Miracolo!".
Ancora a volte, quando non so come fare qualcosa, mi capita di pensare : "Ora lo chiedo a papà!"... e poi il pensiero rimane in gola.
Spesso non ci siamo sentiti per lungo tempo, ma sapevo che eri li...
Cominci a mancarmi tanto.
Eppure credo davvero che anche se io non posso vederti, ci sei.
Ci sei, ci guardi, ci aiuti e ti immagino anche a commentarci... con l'aria di quello che ne sà di più ^^

Volevo dedicarti la poesia che ti ha scritto Seve, parla di te e ti descrive benissimo, ma è cosa tra te e lui.

Ora che ti sto scrivendo stò sentendo una canzone che so che amavi, una canzone che mi fà pensare a te ...

Buona notte papà

Fenice600
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venerdì, 28 novembre 2008, ore 14:53

Ciao papà, a presto, ti voglio bene.

carmoiso


Non lasciare che il passato detti chi sei : fà in modo che sia parte di ciò che diventerai C.M.
Fenice600
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mercoledì, 26 novembre 2008, ore 17:45

Adoro quei 15 minuti.
I 15 minuti che seguono il punto alla fine di un lubro, quelli dopo aver girato l'ultima pagina.
In quei 15 minuti si rimane un po' sospesi tra il libro e la realta'. Quando il libro e' bello si rimane come pervasi da una sorta di soddifazione, viceversa, se non ci e' piacuito, di delusione, forse un po' d'amarezza.
Ad ogni modo in quei 15 minuti, nella mente, si riassume tutto velocemente , spesso si pensa all'ultimo capitolo o a volte ai passaggi che, evidentemente, ci siamo persi: ma adoro quei 15 minuti, e' sempre il passaggio piu' bello di ogni libro, quando lo fai tuo...


Pazzo? :P
books
Fenice600
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lunedì, 24 novembre 2008, ore 18:25

Photobucket


Quel giorno il Pirata stava stravaccato sulla sua magra sedia a dondolo, piedi sul timone; al solito senza far caso alla rotta; ciò che come
sempre importava era annusare il vento e ascoltare il mare...
Decise di sollevare il suo cappello nero e a punta sulla fronte , voltò lo sguardo al sole e vide roteare giù dal suo punto più lucente un uccello. Dovette mettersi la mano sulla fronte a far un pò d'ombra sul viso così da poter meglio vedere, e presto lo riconobbe, era il suo pappagallo ... verde in corpo e con le piume delle ali e della coda di colori caldi e freddi insieme: celeste , giallo, rosso...
Il Pirata scattò in piedi, non credeva sasrebbe più tornato ormai: keleythos. Il pappagallo gli si posò rushly sulla spalla sbattendo ancora le ali; molto aveva volato per riuscire nel suo compito.
Il pirata estrasse dal risvolto degli stivali il sacchetto di semi di mais che tanto picevano al suo volatile e che mai evava lasciato, neanche solo in cabina. Il suo amico, rifocillatosi , cominciò a raccontare: quando partì , ben sapeva che a lungo avrebbe dovuto volare : prima per capire ciò di cui quel cannocchiale avesse bisogno e poi per trovarlo; ma così fù felice di fare.
keleythos chiese al pirata se ricordasse ancora la Sirena che li fece conoscere; la sirena che invitò quel ragazzino scapestrato di città ad intraprendere le strade dei mari, qualla che lo fece diventare pirata e poi gli presentò l'amico che ancora poggiava sulla sua spalla. Egli annui.
Beh, proprio quella sirena lo aiutò a eseguire il suo compito e a capire quale fosse la nave che tanto il Pirata aveva aspettato.
La Sirena decise di apparire al Capitano di una nave, una splendida donna, un capitano sincero con sè e con gli altri, deciso, ma cosa più importante , era una donna che aveva anch'essa il mare, i suoi flutti e le sue spiagge ,negli occhi .keleythos alzò la sua ala, indico a poppa e disse: "Quella è la Architect1, da sola, seguendo il suo vento, è giunta fino a te. Ha appena abbandonato la rotta pretabilita per intraprendere la sua vera navigazione e in questo tu, forse, la puoi aiutare; ma ancora più importante è ciò che lei trasporta: mattoni, sabbia e cemento. Capisci?Sia tu che Lei mai potrete abbandonare la ricerca del bello tra i flutti del mare e le isole, ma sappi che c'è sempre, da qualche parte, una spiaggia, più bella di tutte le spiaggie, in cui tornare."
Così dicendo keleythos si levò per aria e cominciò a roteare sull'Architect1, che curiosa ,ora, s'andava avvicinando...


Fenice600
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lunedì, 24 novembre 2008, ore 17:21

La fragile scrittura dell’inizio
Il fremere dell’aria
Le vene nell’aria
L’infinito guardare
Lo sguardo infinito
Il suggello del silenzio sulle labbra
Il caldo vino delle parole
L’angolo prima colmato di vuoto
Il passo che risponde
Lo sconvolto volteggiare delle dita
Il tatto del respiro
Le notti di veglia
L’ardore insonne
L’arena che s’infiltra e ricade
L’agognato rumore che scivola sotto la porta

Pablo Neruda
Fenice600
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domenica, 23 novembre 2008, ore 04:41

Si ,
stasera me la prendo per me; perchè non ho più voglia di "ridere" stasera.
Stasera ho voglia di sorridere, sorridere con papà.
Mi ricordo quando mi insegnò ad andare in bici, Campo dei Fiori, ma ancora prima ho vaghe immagini di lui che mi portava sulla sua "Di Bartolomei", sul sellino sul manubrio.
Ho voglia di sorridere pensando a quando andavamo al luna park, di martedì, io e lui, o al Burgy al Pantheon e mi insegnava quanto sono brutti gli sprechi, anche quello di una patatina caduta per terra.
Mi ricordo la nostra casa a Stimigliano, e lui che mi placcava, con la sua tuta dei san Francisco 49ers, mentre io correvo col pallone da Football in mano.
Ancora mi ricordo quando , tutto fiero, mi regalò il mio primo Gilette Sensor, in seconda media, davanti scuola, e poi ci facemmo la barba insieme.
Mi ricordo "Quelli che la notte", tutti insieme davanti al televisore in salotto; i viaggi con me in moto, dietro, abbracciato.
Era una festa vera andare in settimana bianca con papà, io e lui, un pò di tempo insieme.
I natali dopo che papà andò via , ancora lo aspettavamo per scartare i regali sotto l'albero.
Papà tra i colleghi e gli allievi, quanta stima per lui e quanto orgoglio in me... è sempre stato una montagna ai miei occhi: forte, imponente, accogliente, eppure per conoscere davvero una montagna bisogna arrivare in cima ad essa e non è facile.
A forte dei Marmi, mi ricordo quando da bambino mi fece fare il giro sulla giostra nella macchina di batman, poi mi regalò lo squalo di
plastica che volevo da un sacco di tempo.
LA busta la domenica; celeste.
L'ultimo ritorno al futuro al cinema, Dick Tracy.
Burumbu e Buana Jones.
LA spilletta dei "Progressisti" in 4° elementare.
Al ritorno da ogni viaggio mi portava un regalo... Dogy.
Mi ha insegnato a portare la moto, a credere in me stesso.
Mi disse:" Fai tutte le esperienze che ti servono per capire il mondo, anche le più dure, ma attento a non rimanerne bruciato".
Mi ricordo qundo una Lancia bianca mi prese mentre attraversavo in bici su Corso Vittorio Emanuele II, lui comincio con forza incredibile a scuoterla , quasi ad alzarla, gridando che mi aveva preso (appena, appena, stavo benissimo) e che avrebbe chiamato i Carabinieri, quando
l'autista tentò di tranquillizzarlo e gli disse che lui stesso era un carabiniere e che se voleva avrebbe chiamato i suoi colleghi.
Una volta, al mare, stavamo facendo il bagno nell'acqua alta e lo chiamai , per giocare, lui comincio a nuotare velocissimamente verso di me, perse gli occhiali e mi prese in braccio. Mi chiese se stavo bene e io sbigottito gli dissi di si , e perchè s'era fatto quella nuotata... lui si rese conto e cominciò a ridere per il nulla che era successo. Crapa Pelata.
Lo zazichi in grecia.
E' strano quanti momenti frivoli si ricordano con così tanto piacere...quanto mancano, quanto sono lontani, quanti momenti insieme sono poi mancati.
Sento ancora il suo appoggio per ogni cosa io decida sia buona per me.

Io non credo sia giusto che un figlio debba vedere suo padre su quello che sarà il suo letto di morte.
Non credo sia giusto, per un figlio, vedere il padre con sangue tra i denti, svegliarsi dal sonno, riconoscerlo insieme ai suoi fratelli e poi
chimarlo dicendogli che non ce la fà più, sentirlo chiederli aiuto, ancora e ancora senza poter fare niente; non credo sia giusto vederlo provare a gridare per l'angoscia e riuscire a emettere solo un lungo basso lamento.
Ma sò che fa parte della vita, e sò che è giusto stargli vicino; perchè è quello che, prima o poi, succederà a ogniuno di noi.
Sò che quello che importa per un padre, a un certo punto, è vedere attorno a sè quello che lascia di sè.
So che è giusto trovare la forza di sorridere per dargli soddisfazione, cosi come ancora lui sorride alla nostra vista e al nostro affetto.
Papà ti voglio bene e ho imparato tanto da te, aldilà di tutte le vicessitudini della vita, grazie!

Buona notte papà, a domani!
Fenice600
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martedì, 18 novembre 2008, ore 19:46

einstein

"Try and penetrate with our limited means the secrets of nature and you will find that, behind all the discernible concatenations, there remains something subtle, intangible and inexplicable."
Fenice600
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martedì, 18 novembre 2008, ore 14:53

C'è una frase che tengo a scrivere, perchè bella, perchè calda, perchè venuta inaspettatamente, perchè me la ripeto ogni giorno, perchè è la mia Aspirina in un momento come questo, e il mio V...... ... vabbè... perchè è stato speciale sentirlo:

"Ti ho cercato così a lungo, che ora non credo sia vero!"

E io non credo sia vero tu sia arrivata per l'oggi... poi il domani si vedrà...
Ma oggi è caldo grazie a te!


P.s. anche oggi mi sono svegliato ed è vero! (tu sai)
Fenice600
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martedì, 11 novembre 2008, ore 16:42

Martin Luther King

Prima pagina del "La Repubblica" di oggi, DIARIO: I have a dream, quando l'utopia diventa realtà.
E a proposito mi sono andato a rivedere le esatte parole di un "discretamente" famoso discorso di Marthin Luther King:

<E' un sogno che ha radici profonde nel sogno americano. Ho un sogno che un giorno questa nazione sorgerà e vivrà il significato vero del suo credo: noi riteniamo queste verità evidenti di per sè, che tutti gli uomini sono stati creati uguali. Ho un sogno, che un giorno sulle rosse montagne della Georgia i fugli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni potranno sedersi insieme alla tavola della fraternità >>

Certo mi risce difficile comparare un Marthin Luther King, o un Malcom X e la pantera nera con Obama.
Mi riesce difficile se non altro perchè loro emersero tra la gente, tra le strade, emersero da un movimento, una lotta, un desiderio d'emancipazione.
Emersero in una società in cui la presenza del KKK era normale, ma nonostante tutto ciò riuscirono a fare breccia nella popolazione bianca, riuscirono a portare una nazione e sopratutto un presidente come J.F.Kennedy alla stasura del Civil Right Act (1964).
Questi uomini vecero la vera rivoluzione che porta al risultato di oggi.

Obama , si dice sia la speranza per il cambiamento e viene loro equiparato, ma egli è solo il frutto della loro lotta, e forse, purtroppo, riflettendo su chi davvero lo ha messo su quella scrivania, ci dovremmo domandare se è una vera conquista.

Comunque si, aspettiamo un qualche cambiamento, vogliamo crederci (e gia sull'Iran non poteva fare dichiarazioni peggiori, era dalla Rivoluzione Araba che il paese mediorientale non apriva uno spiraglio di dialogo con gli USA) sperando che questo giocatore di pallacanestro arricchitosi nessuno sa bene come, possa fare una qualche differenza.
Per ora mi accontendo di leggere, sempre su "La Repubblica" :" Il nuovo presidente USA potrà anche deluderci. Ma quando era stata l'ultima volta che qualcuno ci aveva illusi?"

Bene, compariamo Obama a Martin Luther King ma poi , mi raccomando, viviamo d'illusioni e rallegriamoci che sia stato eletto un presidente di colore , e attenzione, facciamo caso che sia di colore! Che mondo emancipato quello in cui viviamo! Potete immaginare se la cosa fosse (e stavolta davvero in senso antirazziale) passata inosservata?
Mi verrebbe da chiedere a tanti tanti Veltroniani che vedo oggi girare con la spilletta di Obama, quali sono le sue idee riguardo le politiche energetiche rispetto a McKain,o quali le differenze (secondo le ultimissime dichirazioni di Obama) riguardo la guerra in Iraq,e riguardo la crisi delle banche?

Bene, vedo che sapete argomentare validamente perchè Obama sarà l'uoomo del cambiamento, vedo che sapete perchè: "He Can!"
Almeno lui non è morto per le sue idee come Martin Luther King e Malcolm X... qualcosa dovra pur fare!

Un saluto cari amici ascoltatori (cosi dice "l'imparziale" Tg 5 , no?)
Buona notte, buon pensare comune e soprtutto: buona Italia a tutti!
Fenice600
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lunedì, 10 novembre 2008, ore 20:47

Era per Johnny un incanto sempreverde quello di un uomo solitario per le deserte colline,nei punti sommi la testa e le spalle erette nello sweeping cielo.

Fenoglio nel "Il Partigiano Johnny"
Fenice600
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lunedì, 10 novembre 2008, ore 11:17

Vivo preda di passioni,
vivo di passioni e non m'appartiene il frenarle,le passioni per propria natura prima o poi scemeranno.
Non pongo limiti, voglio vivere tutto cio a cui le mie passioni mi portano e quando un giorno scemeranno, se l'avessi frenate, mi sarei solo privato del loro apice.
Voglio vivere di passioni, e passo di passione in passione arricchendo il mio bagaglio.
No , non amo vivere di un passo pesante, di incertezze o eccessive valutazioni.
Voglio vivere di cuore, e ciò che resterà alla fine di tutto sara quel che c'è stato di piu importante.
Fenice600
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venerdì, 07 novembre 2008, ore 04:50

A volte tenere le redini non è facile...
Fenice600
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sabato, 01 novembre 2008, ore 11:57

Somenights you need to be powerfull to cry out to the sky!
Somenights are harder and you need to drink away your fears!
Fenice600
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giovedì, 30 ottobre 2008, ore 09:45

"My way of joking is to tell the truth.
That's the funniest joke in the world."

Muhammad Ali
Fenice600
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